Train the Brain: contrastare l’Alzheimer senza farmaci

Il progetto, nato da un’idea di Lamberto Maffei, dell’Istituto di neuroscienze del Cnr di Pisa e presidente dell’Accademia dei Lincei, si basa sull’allenamento delle funzionalità cerebrali di pazienti anziani a rischio di sviluppare demenza, e già affetti da lieve deficit cognitivo, attraverso attività fisiche, intellettuali, musicali e ludiche. Lunedì 12 maggio, alle 10.00, presso l’Auditorium dell’Area della ricerca Cnr di Pisa, vengono presentati i primi, incoraggianti risultati

 

La malattia di Alzheimer è una demenza progressiva che impoverisce cognitivamente chi ne è colpito, privandolo anche della memoria di sé. Questa patologia colpisce oggi circa più di 40 milioni di persone nel mondo; la sua prevalenza cresce inesorabilmente con l’età e l’aumento dell’età media della popolazione fa supporre che il numero di malati di Alzheimer raddoppi nei prossimi 20 anni, fino a raggiungere, nel 2015, la cifra di 110 milioni, a meno che non vengano attivate strategie efficaci di intervento.

L’Italia è particolarmente interessata, avendo una delle popolazioni più vecchie al mondo assieme con il Giappone e la Corea. Il costo di un singolo malato supera i 50 mila euro l’anno tra costi diretti (farmaci, analisi, risonanze, ricoveri e assistenza) e indiretti (familiari e malati costretti a lasciare il lavoro). Essendo a tutt’oggi ancora priva di trattamenti efficaci, si capisce perché la patologia sia in testa all’agenda politica, sanitaria e scientifica e perché sia sempre più forte la necessità di trovare strategie efficaci per prevenirne e contenerne il decorso.

È questo lo scopo di “Train the Brain” (allena il cervello), un progetto innovativo di intervento in pazienti con lieve deficit cognitivo che potrebbe evolvere in malattia di Alzheimer, realizzato grazie al finanziamento della Fondazione Pisa e condotto presso l’Area della ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa. Il progetto consiste nel trattamento dei pazienti senza l’impiego di farmaci, facendo allenare le funzionalità cerebrali con attività fisiche, intellettuali, musicali e ludiche.

“Train the Brain” si basa su un’idea di Lamberto Maffei dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr), attuale presidente dell’Accademia dei Lincei. Del progetto, che si conclude ad agosto 2014, vengono presentati i primi, incoraggianti risultati lunedì 12 maggio, presso l’Area di ricerca del Cnr di Pisa. La realizzazione del progetto ha visto impegnati l’Istituto di neuroscienze del Cnr, l’Istituto di fisiologia cinica del Cnr, la Neurologia e Neuroriabilitazione dell’Aoupi, l Irccs Stella Maris, la Medicina di Laboratorio dell’Università, il Gruppo di Studio di Neuroimaging funzionale dell’Università.

Il soggetti che hanno partecipato al progetto, reclutati con la cooperazione dei medici di medicina generale, hanno partecipato per sette mesi, divisi in piccoli gruppi, ad attività volte a stimolare i diversi domini cognitivi, ad attività di musicoterapia, ad attività di esercizio fisico. Le attività si sono svolte tre mattine a settimana, nell’Area di Ricerca del Cnr, in una struttura appositamente costruita. “L’80% dei pazienti che hanno partecipato mostrano un significativo miglioramento cognitivo; del restante 20% la stragrande maggioranza è stabile e solo due sono peggiorati. I soggetti non sottoposti al trattamento, messi nel gruppo di controllo, presentano invece, nello stesso arco di tempo, un peggioramento rilevante”, spiega Maffei. “I trattamenti praticati hanno fatto registrare nei pazienti che hanno partecipato anche variazioni della funzionalità  cerebrale e vascolare, tra cui un aumento dell’afflusso sanguigno nel cervello e una miglior risposta cerebrale a compiti impegnativi. I familiari riferiscono anche un importante aumento del coinvolgimento dei pazienti nella vita familiare e nelle attività quotidiane e i pazienti esprimono gradimento per l’intervento, al punto che molti di loro, al termine del primo ciclo di trattamenti chiedono di poter tornare per un ciclo successivo”.

Maffei nel suo laboratorio ha prodotto evidenze sperimentali definitive sull’effetto benefico del cosiddetto arricchimento ambientale sul cervello e ha progettato il ponte traslazionale del progetto verso la clinica. La ricerca recente ha infatti mostrato che il cervello dell’anziano sano, ma anche quello nelle fasi iniziali di malattia, mantiene una certa plasticità e alcune capacità di recupero e riadattamento. Questo rimodellamento può essere facilitato da un esercizio fisico regolare, dal tenere la mente attiva, dal mantenere rapporti sociali. Le evidenze dell’azione benefica dell’arricchimento ambientale sono fortissime nei modelli sperimentali, ma ancora incerte sull’uomo, sul quale questi studi sono difficili da realizzare.

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One Response to Train the Brain: contrastare l’Alzheimer senza farmaci

  1. Giovanni Cimatti scrive:

    Mi sembra un progetto molto interessante. Vorrei fare qualcosa perchè ho notato un rallentamento nella velocità di lettura, di comprensione del testo e di concentrazione.
    grazie
    Giovanni Cimatti

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